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“Quando sono iniziati i combattimenti le cose sono andate sempre peggio.
Malgrado tutti i problemi, volevo restare in Libia perché la traversata su un
peschereccio verso Lampedusa mi terrorizzava. Il 17 marzo 2011 ho deciso
che il mio tempo in Libia era scaduto. Lavoravo in un ristorante e consegnavo
i pasti insieme a un collega marocchino. Un pick-up con degli uomini armati
ci ha sparato. Il mio collega è stato colpito in pieno petto ed è morto sul colpo
di fronte a me. Il veicolo ha fatto una inversione a U per tornare indietro e
uccidermi. Sono corso a nascondermi nel ristorante. Eravamo 4 neri a lavorare
in cucina e abbiamo deciso tutti di andarcene. Se sei nero a Tripoli non puoi
andare in giro perché sei in pericolo. Lì ho ancora tanti amici che vogliono
lasciare il paese”.

Gambiano, 29 anni. Base Loran, Lampedusa., Rifugiato
http://www.mosaicorefugees.org

“Alcuni amici mi hanno detto che con 900 dollari potevo trovare un passaggio in nave. Ho atteso due giorni per trovare un posto sulla barca. È partito un primo gruppo, ma c’era troppo vento e la barca ha avuto un guasto a 8 km dalla costa... Abbiamo dovuto aspettare di nuovo. Poi sono tornati: avevano trovato una barca più grande che poteva ospitare tutti. Eravamo 300 persone La traversata da Tripoli all’Italia è durata 4 giorni. È stata durissima. L’imbarcazione ha iniziato a imbarcare acqua, eravamo terrorizzati. Sono arrivati i soccorsi italiani. Una donna ha partorito a bordo. Non avevamo nulla per pulire il neonato”.

Eritrea, 22 anni. Centro di Mineo, Catania. , Rifugiato
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“Sono arrivato questa mattina, ero sulla barca che è affondata. Sono
rimasto ferito al viso quando la barca ha cominciato a imbarcare acqua.
Ho dovuto lottare per sopravvivere... E poi la guardia costiera ci ha
preso a bordo, ha salvato tre di noi, ma molte persone non ce l’hanno
fatta”.

Somalo, 17 anni. Lampedusa. , Rifugiato
http://www.mosaicorefugees.org

“Sparavano giorno e notte, tutti i giorni, era molto pericoloso (in Libia).
A volte vanno casa per casa. Cammini per strada, una macchina si
ferma e qualcuno dietro di te ti spinge dentro a forza e tu scompari. Non
potevo più uscire. Per salvarmi la vita mi sono imbarcato, senza sapere
dove andavo”.

Nigeriano, 28 anni. Centro di Pian del Lago, Caltanissetta. , Rifugiato
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