Appunti dalla Giornata Mondiale del Rifugiato 2020 - Mosaico Azioni per i Rifugiati
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Appunti dalla Giornata Mondiale del Rifugiato 2020

Appunti dalla Giornata Mondiale del Rifugiato 2020

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Appunti dalla Giornata Mondiale del Rifugiato 2020.
“Oltre l’emergenza – Beyond the emergency. Strumenti e occasioni di protezione e inclusione dei rifugiati”


Quest’anno, in risposta alle misure adottate per il contenimento della diffusione del Covid-19, la Giornata Mondiale del Rifugiato è stata caratterizzata da un calendario di appuntamenti fruibili in via telematica. Organizzata da Mosaico – Azioni per i Rifugiati, in collaborazione con Unhcr ed Ecre, l’edizione 2020 ha preso il titolo “Oltre l’emergenza – Beyond the emergency. Strumenti e occasioni di protezione e inclusione dei rifugiati” è anche quest’anno ha creato uno spazio di ascolto aperto e costruttivo nel quale è stato possibile trattare tematiche di rilevante attualità nel contesto sociale, giuridico ed economico dei rifugiati a livello locale, nazionale e internazionale.

 

Seppur in un contesto dettato dall’emergenza sanitaria, non si è voluto rinunciare ad un appuntamento tanto importante qual è la Giornata del Rifugiati, offrendo un calendario di incontri che si sono realizzati il 15, 18 e 23 giugno. Grazie alla comprensione e alla disponibilità degli ospiti, è stata infatti implementata un’edizione dal contenuto più mediatico, organizzando dirette facilmente fruibili mediante i canali social di Facebook e Youtube e sul sito di Mosaico.
Il filone narrativo ha avuto inizio con il primo appuntamento, tenutosi il 15 giugno 2020 in un Webinar dal titolo “Un passo coi rifugiati”. L’appuntamento è stato introdotto da Ruth Kiyindou, presidente dell’Associazione Mosaico-Azioni per i Rifugiati, che, dando il via all’edizione 2020, ha sottolineato l’intenzione dell’Associazione di continuare a vivere la GMR creando uno spazio di ascolto e confronto seppur con modalità e strumenti diversi dal solito. Sono infatti i momenti più complessi e inaspettati a spronare gli individui ad utilizzare la capacità di problem solving per trovare soluzioni creative: a nuove sfide si risponde con rinnovata creatività. All’interno della discussione condotta è stato evidenziato come la solidarietà debba essere posta come uno dei principi fondamentali dell’operato, rivolta a tutti coloro che si trovano senza residenza o fissa dimora e in generale nei confronti di tutte le persone che versano in difficoltà socio-economiche. Coloro che vivendo già situazioni complesse hanno visto peggiorare la propria condizione a causa di un’emergenza che da sanitaria si è tramutata in emergenza sociale ed economica,  sono stati e vengono supportati tutt’oggi tramite la messa a punto di progetti volti al loro sostegno ed orientamento, grazie all’operato di mediatori e al lavoro di rete sul territorio. Fin dal primo appuntamento si è potuto, dunque, osservare come le iniziative collaborative e il grande impegno delle realtà che operano sul territorio locale e nazionale abbia portato e porti in prospettiva futura un sostegno importante alle fasce di popolazione più vulnerabili. Ne hanno discusso Ilaria Caramia di Compagnia di San Paolo, Virginia Antonini di Reale Group e Giovanna Castagna di Open Society Foudations.

Con il secondo appuntamento dal titolo “Oltre il Covid”, tenutosi nella giornata del 18 giugno 2020,  coordinata da Michele Manocchi (Centre for Research on Migration and Ethnic Relations alla Western University di Londra), si è posta l’attenzione sul ruolo che stanno giocando le associazioni dei rifugiati, sia come intervento preventivo sia in termini di supporto anche economico alle persone e alle realtà in difficoltà, passando per i punti di debolezza dell’attuale sistema di asilo anche e sopratutto nella prospettiva di stravolgimento delle relazioni umane dettata dall’emergenza sanitaria, sino alle conseguenze a livello di legislazioni nazionali ed europea e di prassi vissute nei Paesi europei e localmente in termini di concessione dello status di rifugiato a dello status di cittadini e di salvaguardia dei diritti dei titolari di protezione internazionale e dei nuovo cittadini. Al dibattito hanno partecipato l’Assessore ai Diritti del Comune di Torino Marco Giusta, l’avvocato ASGI Lorenzo Trucco, la Senior Protection Officer UNHCR Ana de Vega, il direttore di Mosaico Berthin Nzonza e per l’ECRE Giacomo Manca.

Nel terzo ed ultimo appuntamento dal titolo “Beyond the emergency”, tenutosi interamente in lingua inglese, è stata poi affrontata la vulnerabilità socio-economica dei rifugiati nel periodo Covid-19, in contesti di lavori informali e precari, che, come sottolineato da Ferruccio Pastore “sono i primi ad essere spazzati via”. Viene più volte affermata la necessità di lavorare per l’integrazione lavorativa di rifugiati e migranti, fondamentale per il fluido funzionamento della società stessa. Hanno partecipato a quest’ultimo panel Sophie Magennis (Head of Policy and Legal Support Unit, Representation for EU Affairs, Belgium, Luxembourg, Ireland and the Netherlands, UNHCR), Yonous Muhammadi (Director of GFR, Member of Advisory Panel of Fundamental Right Platform at FRA), Najib Obaid Babakerkhail (Founder and Director France Refugee Council), Yagoub Kibeida (Mosaico – Azioni per i Rifugiati) e Michele Manocchi (Centre for Research on Migration and Ethnic Relations alla Western University di London, Ontario – Canada).

 

L’iniziativa ha ricevuto una buona risposta di pubblico con oltre 3.000 visualizzazioni dei contenuto proposti, dimostrando che la Giornata Mondiale del Rifugiato è uno spazio di confronto necessario ed atteso. Anche quest’anno così particolare ha dunque ospitato la passione e grande voglia di operare un cambiamento in positivo al fine di sostenere ed aiutare sempre di più titolari di protezione internazionale e richiedenti asilo, analizzando un contesto in continuo divenire in Italia, in Europa e nel mondo intero.

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